Chi ha paura del TMC?

Chi ha paura del TMC? Questa sigla quasi sconosciuta è l’acronimo di Termine Minimo di Conservazione e la troviamo su tutti i prodotti confezionati, ma tradotta con nella scritta (di solito in caratteri piccoli) “da consumarsi preferibilmente entro…”.

E dunque chi ha paura di consumare un prodotto oltre il termine indicato da quel vago “preferibilmente”? Ammettiamolo, siamo in tanti perchè non c’è chiarezza. Per fortuna ora siamo più informati e ci vuol poco a scoprire che:

  • se la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” è seguita da Giorno/Mese/Anno la conservabilità è inferiore ai 3 mesi;
  • se la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” è seguita da Mese/Anno la conservabilità è compresa tra 3 e 18 mesi;
  • se la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” è seguita  solo da Anno la conservabilità è per più di 18 mesi.

In altre parole, se abbiamo ad esempio in dispensa confezioni di pasta, farina, biscotti che hanno passato anche di 2 o 3 mesi la data indicata dal “consumare preferibilmente entro” , possiamo tranquillamente mangiarli; il caffè macinato si può usare fino a un anno dopo la data indicata, come pure l’olio. Persino le uova in guscio hanno una tollerabilità di consumo che va fino a 7 giorni dopo la data di scadenza (…certo non saranno più molto fresche ma si potranno utilizzare cuocendole).

Il Banco Alimentare https://www.bancoalimentare.it/it  conosce bene queste problematiche anche perchè grazie alla Legge Gadda (166/2016) https://www.bancoalimentare.it/it/news/legge-antispreco-donare-ricevere-piu-semplice è ora possibile recuperare dalla grande distribuzione organizzata anche gli alimenti che hanno superato il famigerato TMC, a patto che siano stati correttamente conservati, con imballaggio integro.

 

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