Sprechi EXPO: chi si muove

 

 

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Nel corso dei sei mesi di Expo, Banco Alimentare sarà impegnato a recuperare gli sprechi Expo: almeno il 40% delle eccedenze alimentari sul sito. Un lavoro impegnativo per i volontari della Fondazione Banco Alimentare di Milano (che per questo lancia appelli a chi volesse collaborare per recuperare gli alimenti): la prima squadra pilota fatta di 15 volontari, il 5 maggio ha “salvato”( nottetempo, perché i volontari del recupero posso entrare a Expo solo dopo la chiusura dei padiglioni) i primi duecento kg di alimenti, che sono stati  consegnati sempre di notte alla Fondazione Fratelli di San Francesco di Milano.

Anche Caritas non sta con le mani in mano davanti agli sprechi Expo (peraltro ipotizzabili già da molto prima dell’apertura di Expo, viste le dimensioni dell’evento e le affluenze previste) e infatti si presenta con un progetto pensato per  funzionare anche sopo la chiusura della manifestazione perché collegato al “Supermercato del Futuro” che Coop ha aperto dentro Expo. Per ora il cibo raccolto viene destinato alle mense di Milano e ai centro ascolto di Caritas, ai quali si rivolgono i bisognosi, ma il progetto andrà a regime quando aprirà il Refettorio Ambrosiano di Greco, dove lo chef Massimo Bottura ( e dopo di lui altri 40 chef famosi) cucinerà per i poveri  ciò che riceverà dai recuperi.

 

 

 

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